LAIKA – The Collapse of Democracy

LAIKA
The Collapse of Democracy

Opening 10 ottobre 2026 ore 18.00

Rosso20sette arte contemporanea
Via del Sudario 39 – Roma

Fino al 14 novembre 2026

 

Sabato 10 ottobre 2026 alle ore 18.00 Rosso20sette arte contemporanea presenta la nuova mostra personale di LAIKA, The Collapse of Democracy, a cura del Team Laika. All’opening sarà presente l’artista.

Dopo quasi tre anni dall’ultimo viaggio oltreoceano, durante il quale fu realizzato States of Injustice, Laika è tornata negli Stati Uniti per un nuovo capitolo del suo progetto, più politico e urgente.

The Collapse of Democracy nasce dalla necessità di gettare luce sulle contraddizioni di un paese che dalla sua fondazione si autoproclama “prima democrazia al mondo”. In questo nuovo ciclo di opere, l’artista elabora il paradosso dello stato americano: una nazione che ha fatto dei suoi valori di libertà e giustizia un “prodotto” ideale ed esportabile in tutto il mondo e che ora sta collassando sotto il peso dei propri valori traditi. Da questa analisi viscerale le contraddizioni sistemiche vengono inesorabilmente a galla, il razzismo e la violenza dilagano al punto da risultare quasi istituzionalizzati, lo stato di diritto è severamente in pericolo e la tutela dell’ambiente è stata ricacciata indietro di decenni.

Il tentativo ultimo di Laika, attraverso un percorso di opere su tela, disegni su carta e installazioni, è di mettere lo spettatore di fronte a una questione quanto mai urgente: sono davvero questi i “valori occidentali” che dobbiamo assolutamente difendere? Non è forse necessaria una rivoluzione radicale per un futuro più sostenibile e fedele ai valori di democrazia e rispetto dei diritti umani?

Laika ha sentito, per la seconda volta, l’urgenza di raccontare gli squilibri di un paese, che proprio per la sua centralità nella scacchiera geopolitica, ha cominciato a diffondere le sue crepe, incrinando la democrazia in ogni paese di un’Unione già debole e frammentata e di tutte le altre potenze. L’obiettivo della mostra è chiaramente di denuncia e di critica dura, ma lascia anche un bagliore di speranza, attraverso l’omaggio ai movimenti e ai volti della società americana che hanno lottato per il cambiamento. Il progetto è, dunque, un atto d’immaginazione collettiva: far vedere agli altri, attraverso la street art, che un futuro diverso è possibile: senza razzismo, senza guerre e genocidi, senza oligarchi e re. Un futuro fatto di giustizia sociale, di diritti umani, di pace e di multipolarismo. È una questione di umanità.

Inoltre, Laika ha scelto nuovamente la California come “cornice” per le sue opere in quanto rappresenta uno degli stati in cui è più facile far emergere le contraddizioni strutturali e culturali del sistema USA nella loro forma più acuta e visibile. Le opere, circa una ventina, si possono dividere in tre temi principali. L’opera introduttiva, There is no peace without human rights, apre il primo nucleo tematico dedicato al trionfo delle guerre, il cui fine ultimo è quello di accumulare profitto a discapito del valore della vita e dei diritti umani. Durante la realizzazione del murale, Laika ha incontrato e ricevuto i complimenti da Shepard Fairey (OBEY), anch’egli impegnato nella realizzazione di un’opera proprio accanto alla sua. In questo filone narrativo si inseriscono la provocatoria The flag for the oppressed: rielaborazione della bandiera americana tramite codici e simboli legati alla Palestina; e l’installazione Blood for oil in cui dei barili di greggio fungono da tela per i ritratti di bambini e bambine, vittime dei conflitti combattuti dall’America per il petrolio.

Il secondo tema portante è il paradosso tutto americano della lotta allo straniero: l’istituzione dell’ICE, l’ascesa del suprematismo bianco e lo svilimento dei valori di libertà e uguaglianza per il popolo su cui si fondano gli Stati Uniti, come evidenziato dall’opera We the People, il cui titolo cita apertamente le prime righe della costituzione americana e da No one is illegal on stolen land che ritrae un nativo americano che si schiera contro un agente dell’ICE.

Infine uno spazio importante è dedicato alle opere che omaggiano personalità della storia e della cultura americana, come Rosa Parks e Martin Luther King per citarne solo alcuni, che meglio rappresentano per l’artista la via da seguire per attuare il cambiamento. Questi cicli si raccordano nell’opera che da il nome alla mostra, The Collapse of Democracy: una statua della libertà prossima al crollo evidenzia la vulnerabilità dei valori democratici e di come i nostri diritti non poggino su solide fondamenta, bensì traballino su una struttura fragile che può essere demolita.

Laika torna, dunque, negli USA non solo per ribadire che il sogno americano non esiste, ma per avvertirci che questo sogno mancato può diventare il peggior incubo per tutti noi.

BIOGRAFIA

Laika è un* street artist e attivista per i diritti umani italian*, premiat* da Amnesty International nel 2023. Il nome fa riferimento al primo essere vivente ad aver raggiunto lo spazio, la cagnolina Laika, nata nel 1954. La scelta di Laika come nome d’arte è legata al concetto di “puntare allo spazio”, di non porsi mai dei limiti. Laika ha deciso di non rivelare la propria identità né il proprio sesso, indossando una maschera. L’anonimato, infatti, garantisce all’artista maggiore libertà di espressione e sposta l’attenzione dagli aspetti della sua vita privata, concentrandola esclusivamente sui messaggi che parlano di diritti umani, sociali e civili. L’artista ha iniziato la sua attività nella primavera del 2019, partendo dall’affissione di adesivi a Roma. La fama internazionale arriva all’inizio del 2020 con due opere diventate virali: Jenesuispasunvirus, una delle prime opere al mondo dedicate al Covid 19, e L’Abbraccio, il celebre manifesto dedicato a Patrick Zaki e Giulio Regeni. Laika continua ad affermarsi come ARTIVIST (artista e attivist*): il lavoro di Laika è stato oggetto, inoltre, di un documentario dal titolo Life Is (Not) A Game, diretto da Antonio Valerio Spera e presentato in anteprima alla 17ª edizione della Festa del Cinema di Roma. Ha esposto in numerose sedi prestigiose: Palazzo Albergati a Bologna; Palazzo Gromo Losa e Palazzo Ferrero a Biella; e il J Museum di Jesolo, nell’ambito della mostra collettiva Jago, Banksy, TV Boy e altre storie controcorrente. Ha, inoltre, presentato le sue opere alla WopArt Fair di Lugano (Svizzera) e al Museo Regional Valle de Juárez (Messico). La sua prima mostra personale, Art Is (Not) A Game, tenutasi presso la galleria Rosso20sette a Roma, è andata sold out. Nel 2023, Laika è stata premiata come Personaggio dell’Anno ai Nastri d’Argento per la categoria documentari e ha ricevuto l’Art and Human Rights Award di Amnesty International. Tra le ultime azioni: nel febbraio 2026, Laika ha percorso 400 miglia nautiche da Barcellona a Sanremo, in Italia, per realizzare una performance (dipingendo su una vela) dal titolo AGAIN, con l’obiettivo di richiamare l’attenzione sul genocidio a Gaza. Laika è sostenitrice della Global Sumud Flotilla e ha dipinto le imbarcazioni della flotta nell’agosto 2025 e nell’aprile 2026. Nel giugno 2026, in occasione dell’inaugurazione dei Mondiali di calcio FIFA, Laika ha affisso un manifesto di protesta contro Donald Trump e il Presidente FIFA Gianni Infantino proprio davanti alla sede della federazione a Zurigo. Le immagini sono diventate virali in tutto il mondo.

 

CARTELLA STAMPA

 

INFO

LAIKA
The Collapse of Democracy
A cura del Team Laika
Thanks to: The Winch, GPL Production, Tiburtini Carattere Tipografico
Dedicato a Clara

Opening 10 ottobre 2026 ore 18.00
Fino al 14 novembre 2026
Orari: dal martedì al sabato 11.00-13.00; 14.00-19.00

Rosso20sette arte contemporanea
Via del Sudario 39 – Roma
info@rosso27.com  – tel.06 64761113 – www.rosso27.com

Ufficio stampa
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