L’Arte è una voce libera

L’aggressione avvenuta lo scorso 27 ottobre a Roma non riguarda soltanto un artista o uno spazio espositivo: riguarda tutti coloro che operano nel campo della cultura e tutti coloro che credono nei principi della democrazia.

Possiamo condividere o non condividere i contenuti di un’opera, possiamo apprezzare o criticare il lavoro di un artista, possiamo confrontarci, discutere e dissentire: ciò che non possiamo accettare è che la violenza sostituisca il confronto e che la distruzione delle opere diventi una risposta alle idee.

L’arte è da sempre rappresentazione e interpretazione della realtà. L’arte osserva il presente, pone domande, denuncia ingiustizie, affronta questioni sociali, politiche e umane: proprio per questo deve poter esistere come voce libera, senza intimidazioni e senza censure.

Non denunciare quanto accaduto significherebbe accettare una prospettiva che riguarda tutti noi: quella per cui ciascun artista, ciascun curatore, ciascuna associazione culturale, ciascuna galleria possa essere esposta a minacce e intimidazioni nel momento in cui presenta un qualsiasi progetto artistico e culturale. Significherebbe accettare che la paura entri negli spazi della cultura e condizioni le scelte di chi li anima.

Crediamo invece che sia necessario uscire dalla logica degli schieramenti e tornare ai principi fondamentali della nostra Costituzione. La libertà di pensiero e la libertà di espressione appartengono a tutti e costituiscono uno dei pilastri della nostra democrazia.

È su questi principi che si fonda anche la libertà dell’arte, una libertà che nel corso della storia ha dato voce al dissenso, ha raccontato conflitti e trasformazioni, ha interpretato il proprio tempo e le sue contraddizioni. Difendere questa libertà oggi significa difendere la possibilità stessa del confronto democratico.

Per queste ragioni, con questo testo e questa azione, condividiamo l’opera che Laika ha realizzato in risposta a quanto accaduto. Lo facciamo perché riteniamo che la migliore risposta alla violenza non sia il silenzio, ma una più ampia circolazione delle idee: la cultura deve continuare a essere uno spazio di confronto libero e aperto.

Nessun artista, nessuna galleria, nessun operatore culturale devono avere paura di esercitare il proprio diritto alla libertà di espressione. Se accettiamo che la violenza possa colpire un artista per ciò che espone, accettiamo implicitamente che domani possa colpire chiunque altro.

Per questo condanniamo con fermezza quanto accaduto e riaffermiamo la libertà dell’arte, la libertà di pensiero, la libertà di espressione.

Ciascuno di noi potrà esporre il manifesto di Laika sulle proprie vetrine, reali e virtuali, per gridare ad alta voce che la democrazia, la libertà di parola, di pensiero, di espressione non si toccano e che ognuno di noi è pronto a difenderle sempre.


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